Assertività: né passivo né aggressivo

Spesso ci chiediamo: "perché le persone mi reputano aggressivo?" - "perché non so gestire i conflitti e litigo con tutti?"- "perché gli altri si sentono in diritto di trattarmi senza rispetto?".

Forse dobbiamo cambiare il nostro modo di essere e iniziare ad essere più assertivi.

Si sente parlare spesso di assertività. Ma in realtà di che si tratta? Cosa significa?

La comunicazione assertiva è uno stile di vita. Sono coinvolti fattori essenziali come l’autostima, la gestione dell’ansia, la  capacità di gestire i conflitti, la libertà espressiva, la capacità di rispondere alle richieste ed alle critiche, la capacità di dare e ricevere apprezzamenti.

 

 

La comunicazione assertiva è la comunicazione equilibrata, non è né passiva né aggressiva; l’assertivo è capace di dire ciò che pensa senza aver paura delle reazioni dell'altro e senza aggredire. Ciò comporta un vero e proprio lavoro su di sé.

 

 

 

La persona aggressiva fa sentire inferiori, nutre sensi di colpa, manipola ed è imprevedibile: addirittura può elogiare un comportamento in un determinato momento per poi  denigrarlo. L’aggressivo tenta di controllare l’altro, di creare disagio ed insicurezza. Come rispondere alle aggressioni? Con l’assertività. Spesso si pensa che ad aggressione è meglio rispondere con la stessa moneta, invece il comportamento maggiormente plausibile è quello assertivo.

Con l'aggressività si creano conflitti e non si risolve nulla; anzi spesso si passa dalla parte del torto. A un’offesa, ad una manipolazione è bene chiedere chiarimenti e delucidazioni (perché affermi questo? Cosa ti fa pensare che io mi stia comportando nel modo sbagliato?), discuterne razionalmente e  infine affermare di cambiare ciò che effettivamente non va in noi o al contrario far notare che le osservazioni non sono giuste e dimostrarne la motivazione.

 

L’assertivo è in effetti  una persona razionale, in grado di dominare le proprie emozioni anche di fronte a situazioni che potrebbero far scattare le reazioni primordiali di attacco o fuga.  Prima pensa e poi agisce.

 Saper esprimere i propri bisogni nel rispetto dei desideri altrui è assertività.

Ad esempio iniziare una critica con: "io ti capisco ma vorrei dirti che..." è ben diverso da non dire nulla o iniziare  così: "Tu non capisci niente perchè ..." e gli esempi sono infiniti!

Per questo è necessario un lavoro su di sé, per nulla semplice, che coinvolge l’intera personalità. La persona assertiva è in grado di gestire l’ansia; l’aggressivo si libera dal disagio dell’ansia con azioni che non rispettano l’altro, il passivo invece si fa sommergere dall’ansia che lo limita e lo blocca in qualsiasi azione.

 

L’assertivo sa farsi rispettare, afferma le proprie idee in maniera chiara e sicura, non ha paura di esprimere le proprie convinzioni ed i propri valori anche di fronte a chi la pensa in maniera contraria. Non ha bisogno di dare delle giustificazioni alle proprie scelte, anche se ha commesso un errore non si auto giustifica ma semplicemente ammette di aver sbagliato.  Sicuro di sé e non timoroso di esprimersi, sa mettersi continuamente in discussione: se qualcosa non va nel verso giusto non dà la colpa agli altri ma cerca di capire cosa può aver sbagliato lui.

 

L’Assertivo ha un “sano egoismo”, tiene a rispettare le proprie scelte, le comunica e pensa al proprio benessere senza ledere quello altrui.

 

ASSUNTI BASE DELL’ASSERTIVITA’:

 

SE STO MALE LA COLPA E’ SOLO MIA. L’altro può deluderci, offendere le nostre aspettative, abbandonarci; ma alla base del nostro malessere esistono nostre ASPETTATIVE ASSOLUTAMENTE ERRATE. E' impossibile pretendere che l'altro non ci deluda. Siamo noi che dobbiamo gestire ció che l'altro ci ha creato evitando di far le vittime o di pretendere che le cose dovevano andar diversamente adottando un atteggiamento di chi non puó uscirne.

 

NON CREIAMOCI ASPETTATIVE. Se poi l’altro non le rispetta cosa potrebbe accadere?!?

 

E’ UN DIRITTO DEGLI ALTRI FARE RICHIESTE MA E’ UN DIRITTO NOSTRO RIFIUTARLE. Meglio fare qualcosa quando possiamo, che realizzarla a malincuore. Non dobbiamo temere di chiedere, non dobbiamo temere i rifiuti altrui e nemmeno temere di rifiutare una richiesta.

Dunque liberiamoci dalla paura di essere rifiutati o esclusi dagli altri se non aderiamo a loro aspettative. E non creiamoci aspettative su come dovrebbe essere il vero amico, su come dovrebbe comportarsi il buon partner; se ci creiamo troppe aspettative sulla vera amicizia o sul bravo partner potremmo scontrarci con un diverso modo di vivere altrui ed incorrere in frequenti delusioni.

 

ABITUIAMOCI A NON INTERPRETARE. Se non ci telefona, non è detto che non gli interessi nulla di noi.

 

TUTTO E’ IMPORTANTE MA NON LO DEVE ESSERE TROPPO. Riduciamo l'importante alle cose pratiche e essenziali.

 

NON DIPENDIAMO DALLE CRITICHE ALTRUI. SOLO NOI ABBIAMO IL DIRITTO DI GIUDICARE IL NOSTRO COMPORTAMENTO. Il passivo non è in grado di gestire le critiche e diventa dipendente dal giudizio altrui, comportandosi sempre per compiace e l’altro. L’aggressivo non presta attenzione agli altri: solo il suo modo di comportarsi è quello giusto, quindi non può modificarsi.

 

NON SVALUTARE GLIA ALTRI AL FINE DI APPARIRE I MIGLIORI.

 

NON ANTICIPARE CHE TUTTO ANDRA’ IN NEGATIVO. Se pensiamo in negativo anche il nostro comportamento verbale e non verbale esprimerà negatività e se siamo negativi non potremmo che attirarci negatività.

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